sábado, 24 de marzo de 2012

Carta al Cap. Prov. Extr. 2011


Definitorio Provincial
Carissimo fra Michele,
carissimi padri capitolari,
fratelli miei!!
Il Signore vi dia pace e sapienza, per poter vivere i giorni del Capitolo provinciale straordinario come vera esperienza di fraternità e momento di discernimento comunitario, illuminati dallo Spirito Santo e provocati dai segni dei tempi.
Durante la mia permanenza in Italia ho avuto la gioia di potermi incontrare con ciascuno di voi, anche se vi chiedo scusa della fugacità dei momenti insieme, avendo privilegiato la presenza a Monte Sant’Angelo, in famiglia. Vi assicuro che è per me davvero bello poter condividere del tempo con voi, nelle vostre rispettive comunità. Ho potuto anche toccare piú da vicino le tante cose significative che state realizzando, l’impegno generoso nel servizio pastorale e caritativo al popolo di Dio, lo sforzo e la gioia di vivere la fraternità, la ricerca della santità personale e comunitaria. Insieme alle preoccupazioni legate all’età media e al numero dei frati, al cammino a volte faticoso di dialogo e accoglienza interpersonali, a un carico di lavoro che sovente si percepisce come insostenibile.
Non ho soluzioni da proporre. Mi sarebbe piaciuto essere presente al dibattito capitolare, essendo peraltro vocale. Soprattutto, come dicevo, per condividere tempi e interessi con voi, che siete parte integrante del mio essere, come persona e come francescano. Per vari motivi non mi è possibile essere presente. Magari è anche giusto così. Che l’analisi della situazione e le decisioni da prendere dipendano da voi, che vivete in pieno la realtà francescana conventuale di Puglia.
Da parte mia e della Custodia di Venezuela, vi assicuro tutto l’appoggio possibile, in quanto a preghiera e affetto. E se anche questo scritto dovesse sembrare come atto dovuto, giuridico, scritto in qualità di Custode del Venezuela, vi assicuro che non è così. Mi lega a voi e alla Provincia un sentimento che va al di là di ogni forma istituzionale.
Ancora una volta vi abbraccio di cuore e vi auguro di vivere un Capitolo ricco di frutti spirituali, fraterni e pastorali. Il fatto di iniziarlo il giorno della Presentazione di Maria al tempio sia un segno per privilegiare scelte dettate dallo Spirito di Dio, che portino a un vero progetto spirituale della Provincia, rispettoso dei due elementi portanti della nostra consacrazione a Dio: la contemplazione e la azione. Dios los bendiga e ilumine!                                                          
_________________
Fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial
Destinatario
_____________________________________
Fra Michele Pellegrini, Ministro Provinciale
Provincia pugliese dei Santi Nicola e Angelo

1er Encuentro de Fraternidades – Palmira, 5-8/12/2011


Queridísimos hermanos, ¡el Señor les dé la paz!
Les escribo a todos ustedes, para convocarlos al primer Encuentro de las Fraternidades de la Custodia, en este cuatrienio 2011-15. Por supuesto que esta carta les llegará por medio de sus guardianes, principales animadores de la formación de los frailes en cada comunidad. Sin embargo, quisiera que no se percibiera la formación personal, comunitaria y custodial como algo impuesto de lo alto y recibido de malas ganas, casi a regañadientes. Hay unos prepuestos para el servicio de la formación, y la custodial concierne al Custodio con su Definitorio. Pero, de nada sirve si cada fraile, desatendiendo a las indicaciones de la Iglesia y de la Orden, no sintiera como deber hacia su personal respuesta vocacional y don de Dios, hecho a uno mismo y a toda la Custodia, la posibilidad de seguir formándose, interactuando con su propio corazón y los hermanos que el Señor ha puesto a su lado.
Supongo recuerden que en el último Capítulo custodial nos descubrimos todos algo faltos en el conocimiento y reflexión sobre temas de franciscanismo. Por esto intentamos contactar unos frailes para que nos ayudaran en el asunto. Pero nadie estaba disponible. Optamos, pues, por una experiencia de formación interna, pidiendo a unos frailes de la Custodia que nos acompañaran en la presentación de los temas y estimularan el debate en grupos. Cada fraile relacionará sobre temas escogidos que han acompañado a toda la Orden en el trabajo de reflexión histórico y teológico previo a la revisión de las Constituciones, de repente poco conocido por nosotros.
Como pueden ver del programa (alegato a esta convocatoria), el encuentro tendrá el estilo del taller, donde, además de la relación, son muy importantes las mesas de discusión. Agradezco de antemano a los hermanos que han dado su disponibilidad para presentar los temas. Espero que la acogida y disponibilidad sean a la altura de tal generosidad.
No son muchos días… Desde luego, les pido que sean vividos en manera integral, sin descuentos que no tengan una verdadera justificación. Quisimos unir al evento, casi como broche de oro, la profesión simple de nuestros dos hermanos Eduardo y Yorman, en la tarde del día 8 de diciembre. Es ocasión para manifestar la alegría por el don de hermanos, y renovar nuestra entrega a Dios, a la escuela de Francisco de Asís. Pidamos que María, la llena de Gracia, interceda por nosotros la asistencia del Espíritu Santo durante esos días. Nuestro Padre Seráfico nos acompañe, para que podamos vivir una experiencia de verdadera fraternidad y profundización de nuestra vocación cristiana y franciscana.Un abrazo grande y fuerte a todos y cada uno. 
___________________
Fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial
 Relatores y Temas 
Fr. Giovanni P. - De la conversión de Francisco a la formación de la orden. Regla y constituciones en la vida y en la historia de la orden.
Fr. Jesús V. - La regla Franciscana. Letra y espíritu
Fr. Matteo O. - La propuesta de vida consagrada. Relectura histórico-temática de la regla de san Francisco en búsqueda de su actualidad
Fr. Julián Javier C. - El hombre de Francisco. Visión del hombre según Francisco de Asís y relación de su antropología con la teoría y praxis formativa en la Orden franciscana conventual
Fr. Franklin D.Hacia un proyecto de vida comunitario. Desafío y misterio

Petición beca para fray José Alberto


 Fray Jerzy Norel
Vicario general
 Fray Jorge Fernandez
Asistente general para América Latina


Carissimi, il Signore vi dia pace!!


Mi dirigo a voi per sollecitare una borsa di studio in favore di fray José Alberto Suárez Alemán, per gli anni scolastici 2012-13 e 2013-14, con l'opzione di rinnovo per l'anno successivo, in considerazione della propensione del frate per gli studi e dell'ottima esperienza di vita fraterna e di servizio dello stesso nelle comunità di Guanare e Caracas, dove ha vissuto i suoi due anni di esperienza dopo aver terminato gli studi teologici nel seminario di Palmira.
L'altro aspetto che ci motiva è, naturalmente, la difficoltà, meglio l'impossibilità di potergli permettere una esperienza di studio post baccellierato senza una borsa di studio, considerate le notevoli difficoltà economiche in cui versa la Custodia del Venezuela e lo scarsissimo valore della moneta locale a livello internazionale.

A livello di definitorio, tutti riteniamo che fray José Alberto, oltre ad essere un ottimo studente, potrebbe essere un formatore molto valido, in considerazione delle indicazioni dell'Ordine e delle necessità della Custodia nella formazione dei candidati alla vita religiosa francescana ospiti del seminario di Palmira. Per questo avremmo pensato che potrebbe studiare il biennio di preparazione per Formatori Francescani che si tiene all'Antonianum. Già fray Javier Julián Cedeño ha fatto il master e le sue referenze sono molto buone sulla preparazione francescana e umana che si riceve.
Ho già parlato della proposta con il Ministro generale, incontrato durante l'estate in Perú, ed egli si è detto d'accordo con tale idea e progetto. Lui stesso mi ha suggerito che fray José Alberto potrebbe fermarsi un anno in piú - se i suoi formatori lo ritenessero opportuno - per frequentare il Centro Aletti, dando maggiore completezza alla sua formazione. Per questo dicevo sopra della opzione per un terzo anno.

Privarci di frati validi come José Alberto per alcuni anni perché si formino a favore della Custodia, e quindi di tutto l'Ordine, è un sacrificio a livello fraterno, umano e pastorale. Lo stesso lo è stato e lo è per coloro che hanno studiato e studiano in Italia. Tuttavia, riteniamo che il sacrificio di oggi possa essere ripagato con la presenza di frati che siano piú coscienti della loro vocazione e missione, aiutando la Custodia a riflessioni e decisioni che siano rispettose del carisma, e profetiche per i tempi odierni e i contesti storico-sociali in cui ci troviamo a vivere e attuare.
Grazie per il vostro servizio a favore di tutti noi. Il Signore vi ricompensi e guidi. Un abbraccio fraterno.

___________________
Fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial
Alcuni dati utili di fray José Alberto
·    JOSÉ ALBERTO SUÁREZ ALEMÁN
·    Data di nascita                      02-11-1984
·    Ingresso in seminario            10-09-2001
·    Inizio del noviziato               14-08-2004
·    Professione semplice            07-08-2005
·    Professione solenne              01-11-2010
·    Ordinazione diaconale          01-10-2011
·    Ordinazione sacerdotale        prevista in maggio 2012

Apoyados en el amor de Dios


 
Muy queridos hermanos formadores
Queridísimos hermanos postulantes

Es una alegría grande, para mí y la Custodia, el comienzo de un nuevo año de postulantado. Lamento no poder compartir con ustedes la ceremonia de ingreso, momento fuerte y oportuno para renovar la entrega a Dios, acompañada, tal vez, del temor de no lograr llevar adelante el proyecto de Dios con cada uno de ustedes.
Para escribirles algo con vista a este día, volví a releer el discurso que el Papa hizo a los seminaristas en ocasión de la Jornada Mundial de la Juventud en Madrid. Quisiera dejar la palabra al Santo Padre, en lo que se refiere a las indicaciones para vivir bien los años de seminario. Por supuesto les voy a proponer tan sólo unos trozos del discurso.
“Queridos amigos, os preparáis para ser apóstoles con Cristo y como Cristo, para ser compañeros de viaje y servidores de los hombres. ¿Cómo vivir estos años de preparación? Ante todo, deben ser años de silencio interior, de permanente oración, de constante estudio y de inserción paulatina en las acciones y estructuras pastorales de la Iglesia… viviendo los años de vuestra formación con profunda alegría, en actitud de docilidad, de lucidez y de radical fidelidad evangélica, así como en amorosa relación con el tiempo y las personas en medio de las que vivís.
Nosotros debemos ser santos para no crear una contradicción entre el signo que somos y la realidad que queremos significar… Configurarse con Cristo comporta, queridos seminaristas, identificarse cada vez más con Aquel que se ha hecho por nosotros siervo, sacerdote y víctima.
Apoyados en su amor, no os dejéis intimidar por un entorno en el que se pretende excluir a Dios y en el que el poder, el tener o el placer a menudo son los principales criterios por los que se rige la existencia. Puede que os menosprecien, como se suele hacer con quienes evocan metas más altas o desenmascaran los ídolos ante los que hoy muchos se postran. Será entonces cuando una vida hondamente enraizada en Cristo se muestre realmente como una novedad y atraiga con fuerza a quienes de veras buscan a Dios, la verdad y la justicia”.
Creo que aquí tenemos plasmado lo que significa querer vivir una búsqueda profunda de la voluntad de Dios, que, para nosotros franciscanos, se realiza obligatoriamente en la experiencia seria y enriquecedora de la fraternidad, reto y camino del día a día.
Las palabras del Papa nos indican cómo deberíamos vivir estos años de formación, cuya finalidad verdadera y única es alcanzar la santidad, la configuración a Cristo siervo, pobre y crucificado, según lo que nos enseña San Francisco y la espiritualidad franciscana.
Hace falta apoyarse en el amor de Dios, manifestado en Jesucristo, para ser capaces de mantenernos firmes en los ideales y la vivencia que el evangelio nos propone como camino hacia la verdadera alegría, nosotros que tenemos la ilusión de querer vivir el Santo Evangelio a la escuela y con la radicalidad de Francisco de Asís.

“Alentados por vuestros formadores, abrid vuestra alma a la luz del Señor para ver si este camino, que requiere valentía y autenticidad, es el vuestro”.
Casi al final de su discurso, el Santo Padre tiene esta frase que se refiere a oficio y tarea de los formadores. Ellos – a los cuales va toda gratitud y aprecio por  aceptar comprometerse en ese servicio – no son institutores de un colegio, sino más bien hermanos mayores de su familia seminarística, cuya finalidad es ayudarles a discernir si la voluntad de Dios los quiere en este camino. Por esto es menester abrir con sinceridad su alma a Dios y a ellos, por el bien de la iglesia y de uno mismo. Recen por ellos cotidianamente, para que el Señor los colme de sabiduría y paz.

El discurso del Papa termina con el voto de confianza a Dios y la invocación a María, madre y modelo de vida consagrada, ejemplo sublime de respuesta generosa y fiel a Dios. 
“Ella sabrá forjar vuestra alma según el modelo de Cristo, su divino Hijo, y os enseñará siempre a custodiar los bienes que Él adquirió en el Calvario para la salvación del mundo”.
El 14 de septiembre se celebra, a excepción de Venezuela y América Latina, la fiesta de la exaltación de la Santa Cruz. Ustedes, como símbolo de ingreso, recibirán la tau franciscana, que no es nada más que una cruz. La cruz está al comienzo de la conversión de Francisco, en el episodio de S. Damián, y al final de su vida, impresa ya en su carne con el don de los estigmas. Aprendan del crucifijo el amor totalmente entregado a la voluntad de Dios y al bien del hombre. La Virgen María los mantenga fieles servidores de Dios, en las alegrías y en las dificultades. San Francisco los acompañe en el camino de búsqueda de Dios. El Señor les bendiga y colme de su paz.

 fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial

domingo, 18 de marzo de 2012

Admisión a la profesión de fray Eduardo y Yorman

Palmira, 18 de noviembre de 2011

Muy queridos Rafael y Jhon,
Quisiera comunicarles que con gran alegría fueron admitidos a la profesión simple los dos candidatos venezolanos, que han vivido el año de noviciado en Medellín, Custodia de Colombia. Los definidores fueron unánimes en dar su consenso a la petición de Eduardo y Yorman.
Me habría extrañado si hubiera sido lo contrario. Los informes sobre los dos han sido tan positivos, que estamos verdaderamente agradecidos a Dios por habernos donado esos hermanos. Su camino de integración a la vida franciscana, así como reflejado en los informes, es un estímulo para que nosotros, más adelantados en la vida religiosa, vivamos nuestra consagración a Dios con siempre mayor radicalidad y entrega. No sólo para poder merecer el don de hermanos buscadores de santidad en medio de nuestras fraternidades; sino también para experimentar el gozo de cumplir con la voluntad de Dios en nuestras vivencias diarias.
Por supuesto, les estoy agradecido a ustedes, y, en ustedes, a toda la fraternidad custodial de Colombia, por haber recibido y acompañado a los dos novicios durante todo este año. No sería justo mermar sus méritos en el camino de Eduardo y Yorman. El Señor los ha puesto en la vida de ellos, en manera particular a la comunidad formativa del noviciado, junto a todos los frailes colombianos, para que pudieran aprender a ser sus discípulos a la escuela de Francisco de Asís. Y si tanto han logrado durante su estadía en Medellín, se le debe también a la mediación humana de ustedes, de la cual el Señor se quiso servir para que ellos intuyeran y amaran la voluntad de Dios para con sus vidas.
Por lo tanto, la profesión simple de Eduardo y Yorman se tendrá en el Seminario Misionero Franciscano “San José de Cupertino”, en Palmira (edo. Táchira), el día 8 de diciembre, a las 05.00 de la tarde. Nos encantaría si alguien de ustedes o de los frailes de Colombia estuviera presente. De toda forma, gusto reiterarles los agradecimientos y la estima míos, de los definidores y de toda la Custodia venezolana. Un abrazo. ¡El Señor les dé la paz!

 
Fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial



sábado, 17 de marzo de 2012

Carta a fray Fernando (Costa Rica)


Queridísimo Fernando,
primero que todo espero te encuentres bien con tu salud. Estando en Perú me enteré de los  problemas físicos que te están afectando. Te acompañamos con nuestras oraciones, visto que eres para nosotros hermano muy querido y cercano a nuestros asuntos y realidades. Además, quien debe pedir disculpas somos nosotros, los que causan la molestia. Lo siento mucho por lo que está pasando. De repente depende de lentitudes burocráticas fuera de nuestra voluntad y de descuido nuestro. Sabes que todo esto era de pertenencia del Definitorio anterior. Sin embargo, no se pudieron llevar a cabo varias cositas, que recayeron sobre este cuatrienio. Vamos intentando conocer los asuntos, sobre todo burocráticos, que quedaron pendientes, para llegar a solventarlos. He visto que Romert ya te respondió. Esperemos todo se solucione pronto.

Te estoy muy agradecido - y en ti a toda la delegación de Costa Rica - por haber recibido esos hermanos venezolanos, quienes están viviendo una experiencia bonita y enriquecedora, según lo que ellos mismos nos cuentan y Franklin pudo constatar de persona. Espero tus informes. Quisiera confirmarte - si hiciera falta - que tu persona y tu equipo gozan de nuestra total confianza. Las decisiones formativas tomadas por ustedes, serán asumidas en pleno por nuestra Custodia. Ustedes viven con ellos, y ¿quién podría decir palabras o tomar decisiones más acertadas que ustedes?

Una última cosa. Ha sido desde el comienzo intención de la Custodia que los frailes estudiantes afuera regresaran a Venezuela sólo al finalizar sus estudios. Franklin nos informó que los de Costa Rica volverían en diciembre y que todo ya está listo para esto. Sería sin embargo intención de la Custodia que se queden allí por sus vacaciones en los próximos años, tal vez hospedándose un tiempo en casa de sus compañeros de estudio y ayudando en unas realidades pastorales, a lo mejor de sacerdotes diocesanos conocidos. Lo que sería un ahorro notable para nosotros, y una manera de autofinanciarse en los gastos y, sobretodo, crecer en el conocimiento de la realidad costarricense y en la generosidad pastoral. Ya pregunté a Víctor en Perú si es algo factible, y él me dijo que sí. ¿Tú piensas lo mismo?
Te reitero mis agradecimientos y mi estima. Un abrazo. ¡El Señor te dé la paz!

Postulantado 2011-12

Guanare, 14 de septiembre de 2011

Muy queridos hermanos formadores.
Queridísimos hermanos postulantes

Es una alegría grande, para mí y la Custodia, el comienzo de un nuevo año de postulantado. Lamento no poder compartir con ustedes la ceremonia de ingreso, momento fuerte y oportuno para renovar la entrega a Dios, acompañada, tal vez, del temor de no lograr llevar adelante el proyecto de Dios con cada uno de ustedes.
Para escribirles algo con vista a este día, volví a releer el discurso que el Papa hizo a los seminaristas en ocasión de la Jornada Mundial de la Juventud en Madrid. Quisiera dejar la palabra al Santo Padre, en lo que se refiere a las indicaciones para vivir bien los años de seminario. Por supuesto les voy a proponer tan sólo unos trozos del discurso.
“Queridos amigos, os preparáis para ser apóstoles con Cristo y como Cristo, para ser compañeros de viaje y servidores de los hombres. ¿Cómo vivir estos años de preparación? Ante todo, deben ser años de silencio interior, de permanente oración, de constante estudio y de inserción paulatina en las acciones y estructuras pastorales de la Iglesia… viviendo los años de vuestra formación con profunda alegría, en actitud de docilidad, de lucidez y de radical fidelidad evangélica, así como en amorosa relación con el tiempo y las personas en medio de las que vivís.
Nosotros debemos ser santos para no crear una contradicción entre el signo que somos y la realidad que queremos significar… Configurarse con Cristo comporta, queridos seminaristas, identificarse cada vez más con Aquel que se ha hecho por nosotros siervo, sacerdote y víctima.
Apoyados en su amor, no os dejéis intimidar por un entorno en el que se pretende excluir a Dios y en el que el poder, el tener o el placer a menudo son los principales criterios por los que se rige la existencia. Puede que os menosprecien, como se suele hacer con quienes evocan metas más altas o desenmascaran los ídolos ante los que hoy muchos se postran. Será entonces cuando una vida hondamente enraizada en Cristo se muestre realmente como una novedad y atraiga con fuerza a quienes de veras buscan a Dios, la verdad y la justicia”.
Creo que aquí tenemos plasmado lo que significa querer vivir una búsqueda profunda de la voluntad de Dios, que, para nosotros franciscanos, se realiza obligatoriamente en la experiencia seria y enriquecedora de la fraternidad, reto y camino del día a día.
Las palabras del Papa nos indican cómo deberíamos vivir estos años de formación, cuya finalidad verdadera y única es alcanzar la santidad, la configuración a Cristo siervo, pobre y crucificado, según lo que nos enseña San Francisco y la espiritualidad franciscana.
Hace falta apoyarse en el amor de Dios, manifestado en Jesucristo, para ser capaces de mantenernos firmes en los ideales y la vivencia que el evangelio nos propone como camino hacia la verdadera alegría, nosotros que tenemos la ilusión de querer vivir el Santo Evangelio a la escuela y con la radicalidad de Francisco de Asís.

“Alentados por vuestros formadores, abrid vuestra alma a la luz del Señor para ver si este camino, que requiere valentía y autenticidad, es el vuestro”.
Casi al final de su discurso, el Santo Padre tiene esta frase que se refiere al oficio y tarea de los formadores. Ellos – a los cuales va toda gratitud y aprecio por  aceptar comprometerse en ese servicio – no son institutores de un colegio, sino más bien hermanos mayores de su familia seminarística, cuya finalidad es ayudarles a discernir si la voluntad de Dios los quiere en este camino. Por esto es menester abrir con sinceridad su alma a Dios y a ellos, por el bien de la iglesia y de uno mismo. Recen por ellos cotidianamente, para que el Señor los colme de sabiduría y paz.

El discurso del Papa termina con el voto de confianza a Dios y la invocación a María, madre y modelo de vida consagrada, ejemplo sublime de respuesta generosa y fiel a Dios. 
“Ella sabrá forjar vuestra alma según el modelo de Cristo, su divino Hijo, y os enseñará siempre a custodiar los bienes que Él adquirió en el Calvario para la salvación del mundo”.
El 14 de septiembre se celebra, a excepción de Venezuela y América Latina, la fiesta de la exaltación de la Santa Cruz. Ustedes, como símbolo de ingreso, recibirán la tau franciscana, que no es nada más que una cruz. La cruz está al comienzo de la conversión de Francisco, en el episodio de S. Damián, y al final de su vida, impresa ya en su carne con el don de los estigmas. Aprendan del crucifijo el amor totalmente entregado a la voluntad de Dios y al bien del hombre. La Virgen María los mantenga fieles servidores de Dios, en las alegrías y en las dificultades. San Francisco los acompañe en el camino de búsqueda de Dios. El Señor les bendiga y colme de su paz.

Fray Matteo Ornelli
Custodio Provincial

miércoles, 14 de marzo de 2012

Tres frailes para siempre


Lima, 10 de Agosto de 2011


Mis muy queridos hermanos Wilmer, Javier y Ramón, ¡el Señor les dé la paz!
Lo siento mucho no poder compartir con ustedes, con sus familiares, con nuestra familia franciscana conventual y con mi gente de Venezuela, ese momento tan importante y bello. Sin embargo, les aseguro que en estos días estuvieron siempre presentes en mis oraciones, pensamientos y afectos.
Quiero expresar mi agradecimiento a Dios por haberlos llamado a entregar su vida a Él, a servicio del mundo entero, dándoles la oportunidad de vivir la verdadera felicidad que sólo en Dios se puede alcanzar en plenamente. Gracias a Dios que nos da en ustedes a nuevos hermanos, don y compromiso a la vez.

El Congreso y la celebración de los 20 años de la muerte-martirio de nuestros hermanos Zbigniew y Miguel han constituido momento fuerte para la reflexión sobre nuestra consagración y servicio, pasión abrasadora por Dios y los hombres. He rezado para que Dios les/nos ayude a ser fieles y radicales en nuestro testimonio diario. Estos dos frailes mártires nos enseñan a dejarnos plasmar por la Palabra de Dios, a permitir a los pobres y sencillos ser sujetos de nuestra conversión permanente. Aprendan a recibir de ellos, para poder dar; a ser evangelizados por la gente, los lugares y las circunstancias; a vivir como “hermanos menores” allá dónde la obediencia los envíe. Pariacoto es una aldea rural perdida en la geografía del mundo y del Perú; sin embargo, se ha vuelto, para fray Miguel y fray Zbigniew, en el lugar del encuentro verdadero y último con Dios. Nuestra historia está repleta de ejemplos parecidos. Dios los guíe a ser ejemplo y testimonio, en medio de nosotros, de una entrega generosa, fiel y santa.

Por supuesto, no puedo pasar por alto la significatividad de la fecha de su profesión, el 11 de agosto, fiesta de Santa Clara. Imagino que fray José Luís, a quien le agradezco por recibir sus votos en lugar mío, a nombre de la Custodia y la Orden, ya habrá hablado de esto en su homilía. Sencillamente les deseo que Santa Clara los impulse a mirarse siempre en Jesucristo, pobre y crucificado, para volver a encontrarse, todos los días, con ustedes mismos, en Él. Sea Él el espejo para verse como su imagen verdadera, no buscándose en manera narcisista, sino renegando a su propio yo, para asumir la cruz de cada día y ser discípulos alegres en pos de Jesús.

Encomiendo estos deseos y sus personas al Señor. La Virgen de Coromoto los sostenga y ampare. San Francisco y Santa Clara los acompañen en el camino emprendido. Los abrazo fraternalmente.

Fray Matteo Ornelli, O.F.M.Conv.
Custodio Provincial
A mis hermanos
Fray Wilmer Delgado
Fray Pedro Javier Mora
Fray Ramón Ramirez

jueves, 8 de marzo de 2012

Mociones Capitulares

Moción 1 – La Formación
Motivados por nuestro deseo de crecimiento personal y asunción cada vez más profunda de nuestro carisma, se decide que uno de los encuentros anuales de la fraternidad sea reservado para un curso progresivo de franciscanismo durante este cuatrienio.
Moción 2 – Pastoral Juvenil y Vocacional
El III Capítulo Custodial habiendo revisado, analizado y reflexionado sobre este campo de la PJV en el último cuatrienio, es consciente que sigue siendo una de las prioridades  de nuestra custodia. Así pues, establece:
A) Nombrar un animador custodial para la PJV, preferiblemente que sea miembro del definitorio.
B) Crear un equipo para la pastoral juvenil y vocacional:
·       Que el presidente sea el animador custodial.
·       Que esté constituido por los delegados locales, el asesor nacional de la Jufra. Que tenga como auxiliares a los asistentes de la OFS y demás grupos de apostolado.
C) Dicho equipo se encargue de la elaboración y aplicación del Proyecto custodial de P.V. teniendo presente las orientaciones de la Iglesia en Venezuela, de la Orden y del Capítulo custodial.
D) Cada comunidad conventual elabore un programa de acción siguiendo las orientaciones establecidas por el equipo de PJV custodial y la Iglesia local.

Moción 3 – Parroquia de Papelón
Teniendo en cuenta la realidad de nuestras fuerzas humanas, como comunidad de hermanos, en este momento no se puede pensar en una apertura de casa filial; por lo que nos comprometemos a sostener, lo mejor posible la asistencia espiritual y pastoral, con uno o más frailes, para Papelón, esperando que Dios nos bendiga con abundantes vocaciones para que en un futuro la asumamos completamente. Que el custodio junto con su definitorio, hablando con el obispo de Guanare, elabore un convenio de compromisos, para clarificar las diversas responsabilidades de esta zona misionera.
Moción 4 – Radio Franciscana FM
La comisión de asuntos económicos vele por la puesta al día a nivel jurídico de la franciscana FM. Mientras tanto se exhorta a la comunidad de Guanare que destine un fraile de su comunidad que sea el presidente de la Radio, dando amplio espacio a laicos competentes, para que esté conformado un Equipo Dirigente de la Franciscana FM.
Moción 5 – Servicio Pastoral en la Basílica Menor Ntra. Señora de Coromoto
Habiendo recibido la solicitud del Obispo de Guanare, de atender la pastoral de la Confesión en el Basílica Menor Ntra. Señora de Coromoto, los días sábado, domingos y algunos días entre semana que estén grupos de peregrinos con un convenio por cinco años. Asumimos este servicio ad experimentum.
Moción 6 – Comisión de Asuntos Económicos y Jurídicos
Nombrar una comisión de asuntos económicos, el ecónomo de la custodia (Presidente) un fraile que sea vocal,   un Abogado, un Contador y un Economista (para cosas puntuales).
Moción 7 – Sugerencias Generales de Asuntos Económicos
El capítulo encarga al custodio con su definitorio los puntos 1-7 para que busquen las modalidades más operativas de ejecución, y una vez tomada una decisión informe a todos los hermanos.

A decir:
1.  Se propone que el ecónomo custodial, en colaboración con la comunidad de Pueblo Llano, asuma la producción del terreno san Francisco en Pueblo llano con un proyecto cíclico de siembras de hortalizas, pero teniendo en cuenta la figura jurídica más viable.
2.  Se propone que la comisión estudie la posibilidad de hacer inversiones en el exterior bajo la asesoría de un experto.
3. Aclarar con documentos la pertenencia de la propiedad de los terrenos de la importancia con el Obispo.
4.  Realizar un diagnóstico para luego unificar criterios con respecto al  inventario general de los bienes muebles e inmuebles de la orden, además se deberá  presentar carpetas y documentación, para que sean anexadas al archivo custodial.
5.  Ajustar el pago del monto real del Plan sanitas que cada convento realiza por el Seguro de Salud de cada fraile inscrito.
6.  Tarjetas de créditos y débitos con sus respectivas libretas, deberán ser entregadas a los respectivos guardianes para que de esta forma se fomente una economía trasparente y fraterna.
7. El definitorio ideará, después de una investigación oportuna la modalidad de administración de la finca en Socopó donada a la custodia.

miércoles, 7 de marzo de 2012

Decisiones y perspectivas



3er Capítulo ordinario custodial
Nuestra Señora de Coromoto
Venezuela

Relación final, 24 de junio de 2011

1.     Visión de conjunto del camino de la custodia
Tratando a modo de síntesis algunas líneas temáticas que ayudan para tener una visión de conjunto del camino de la custodia, un camino que conlleva momentos de oportunidades y de carencias, perspectivas y esperanzas. El capitulo indica habitualmente las propuestas y los compromisos de un nuevo camino, en respuesta a las exigencias para una asimilación creativa del carisma franciscano. Antes que ser un problema todos los acontecimientos realizados en la custodia, son por el contrario una riqueza.
Expreso sobre todo la convicción que solamente poniendo “sólo nuestra mirada en Jesús” (Hb 12,12) es posible para la custodia acoger el fundamento del propio ser y el modelo del propio actuar. La primera pregunta no puede ser: ¿Qué cosa hace o debe hacer la custodia, cual es su rostro?; sino por el contrario: “¿Cuál es el rostro de Cristo?” porque es solo descubriendo el rostro de Cristo que se realiza el rostro de la custodia y sobre este, reafirmando el primado de Cristo se insertan todas las demás elecciones. 
La configuración de la custodia en cuanto a las presencias y actividades está al límite de lo necesario. Después de 33 años de misión se registra, un mantenimiento de las posiciones territoriales, una estaticidad del carisma, una reducción numérica de los frailes, se hace necesaria una presencia cualificada, un impulso para los compromisos comunitarios, formativos y apostólicos. Se nota un extraño grado de sentido de pertenencia, de sensibilidad, de donación de los frailes y esto es un síntoma del tono de vida espiritual de los frailes en la ordinariedad de la vida. Una más profunda madurez de vida de fe es una condición necesaria para una explicita misionariedad.
Volver a poner en el primer puesto la formación, para la construcción de una fisionomía espiritual y apostólica. Es con esta identidad que los frailes pueden dar la propia contribución en las diversas dimensiones: de vida fraterna, de compromiso apostólico, de compromiso social y cultural. La fraternidad es un compromiso de comunión y de compartir, contra toda discriminación y división. Se nota una urgente necesidad de sentido de pertenencia para vivir y no solamente para sobrevivir. Alguno de ustedes decía que “la cantidad del futuro será la cualidad” y hacia ahí apunta nuestra reflexión que nos lleva a un compromiso para construirlo más que sentarnos a recordar el pasado.
Les solicito un mayor sentido de pertenencia, más fraternidad, más pastoral juvenil. ¿Nos podemos preguntar si la custodia se presenta como una realidad eclesial consolidada, reconocida y apreciada?
El espíritu abierto de nuestro amado fray Germano, de feliz memoria, nos pide sobre todo  que acojamos concretamente los estímulos de la visión franciscana de la vida y de la misión.
La provincia les considera capaces y espera de ustedes la plena expresión y el pleno testimonio de nuestro carisma a nivel pastoral y espiritual.

2.     Algunas decisiones de fondo
Después de haber elaborado el PCC, espero que alguno no vaya a hacer sus propias prioridades o abandonar las decisiones capitulares. No es que no existen puntos de referencia, el problema es que nos vemos tentados a hacer referencia solo a aquellos que nos parecen más cómodos.
La experiencia de Dios es un camino personal y comunitario indispensable para expresar una significativa presencia en medio a los hermanos. Vivir una fidelidad dinámica y creativa del carisma, vivir la obediencia como corresponsabilidad en un proyecto comunitario, tener espíritu de iniciativa, participar a la vida fraterna en nombre de una obediencia común. Ser frailes que gastan su existencia para encarnar el evangelio en la historia, para expresar más en nuestro actuar que en palabras, el ser hombres de Dios, mostrando de tener una razón para vivir cosas fuertes y de estar dispuestos a morir por ellas.
Encontrar tiempo y fuerza para poner en marcha un proceso de cualificación de nuestras comunidades, mediante una presencia de animación y de apoyo, no podemos perder el contacto con la realidad, y sobre todo no nos está permitido “ausentarnos” del dialogo fraterno.
Una tarea del definitorio es animar la fraternidad custodial y un compromiso del guardián es animar la fraternidad local, partiendo de la imagen evangélica  del Buen Pastor. Ponerse en relación con los frailes que no son números sino personas. Por esto se hace necesario un compromiso continuo en la formación permanente: sin escatimar ni tiempo ni dinero.
Mi invitación es a cultivar el clima de confianza y aprender a trabajar en equipo. A trabajar en modo particular en el discernimiento vocacional para no encontrar dificultades en nuestros ambientes. El objetivo principal no es la conservación de lo que ya existe, la sobrevivencia de las comunidades, sino vivir plenamente la propia vocación de consagrados. Realizar una comunidad religiosa centrada sobre el respeto de la persona, sobre el compartir y sobre la corresponsabilidad, de este modo la comunidad se hará significativa por sí misma.
Se hace necesario un decidido testimonio de la pobreza como riqueza de relaciones humanas nuevas y libres. En la pobreza se expresa el sentido decisivo de acoger el don de sí mismo y del otro. Solo un corazón pobre sabe llenarse de la riqueza de Cristo y de su plenitud de vida. De este camino emerge la fuerza y el criterio para afrontar los desafíos que la fraternidad y la misión nos proponen. La vida fraterna nos ofrece la libertad como responsabilidad.
 Es necesaria una coordinación única para un buen desarrollo de la Pastoral juvenil y vocacional, potenciar la participación al Juconfra, cada comunidad local tenga un responsable para la PJV.
Para una buena administración económica se tenga una constante atención sobre la transparencia económica, que al mismo tiempo significa transparencia de vida, sobriedad que nace del fruto del propio trabajo.

3.     Algunas perspectivas
La puesta en marcha del capítulo no es solo “para celebrar”, sino para “mirar hacia adelante” y preparar el futuro con esperanza.
Pongo en evidencia algunas perspectivas del mandato, verdaderamente elementos decisivos que tienen que ver con la vida y la misión de la custodia, tenemos necesidad de:
1.     Reforzar nuestra identidad franciscana conventual.
2.     Experimentar cada vez más el sentido de pertenencia a la custodia, evitando de ser demasiado individualistas. La resignación y el pesimismo destruyen nuestra fraternidad desde la raíz.
3.     Buscar dentro de la comunidad mayor espacio para la vida de la oración, para la celebración del capítulo conventual, para la vida fraterna y para la formación humana.
4.     Crecer en la unidad delante de la diversidad de caracteres de cada persona.
5.     Realizar un curso de formación franciscana como formación para toda la custodia
6.     Trabajar más intensamente y con  mayor prudencia en la formación inicial y atender más la formación particularmente en el seminario. Sobre el tema de la pastoral vocacional no se hace necesario solamente mirar hacia la sobrevivencia, debemos hacer un serio discernimiento vocacional con los candidatos.
7.     Ser ejemplo de una pastoral parroquial que viva a la luz de un proyecto bien estudiado y aplicado. Promover una acción unitaria y programada en todas las actividades.
8.     Ser coherentes con el proyecto cuatrienal de la custodia, armonizándolo con aquellos comunitarios y personales
9.     Cualificar todos los servicios de animación en todos los sectores de la conventualidad y de la pastoral, abriéndonos a nuevas formas, involucrando a los laicos y a los voluntarios.
10.  Apreciar la única “nueva pastoral” que se desarrollará en el Santuario Nacional.
11.  Crear actividades para reforzar la administración de la custodia y no desperdiciar el patrimonio que se tiene hasta ahora.

Con esta relación he querido intentar hacer una síntesis de todo aquello que ha sido escuchado y compartido en este capítulo y sobre todo para dejarles algunas consignas que ustedes hermanos sabrán poner en obra en la custodia.

Palmira 23 de Junio de 2011

            

Revisión y Renovación


3° Capítulo ordinario de la
Custodia provincial de Venezuela  
“Nuestra Señora de Coromoto”

Presentación del Ministro Provincial

Convento-Seminario Misionero Franciscano
“S. José de Cupertino” en Palmira, Edo Táchira

Reverendísimo Fray Jorge Fernández
Frailes capitulares

En espera  del Pentecostés, como María y los discípulos del Señor en el cenáculo que estaban en espera del Espíritu de este modo también nosotros esperamos que el Espíritu nos rapte y nos dé la fuerza para salir de la oscuridad, para hacer experiencia de ser recreados en Cristo; esperamos con confianza de ser renovados y liberados.
Abriendo el tercer capítulo ordinario de la custodia queremos asumir una renovación y conversión que cada uno puede iniciar desde sí mismo. El documento Mutuae Relationes (12) nos pide que la “nota característica propia de cualquier instituto exige, sea en el fundador que en sus discípulos, una continua revisión… atención inteligente a las circunstancias y visiones cautamente dirigidas a los signos de los tiempos… audacia en las iniciativas”.
Sentimos la exigencia de una “continua revisión”, a la cual debemos someter nuestro carisma. Como el Seráfico Padre, también nosotros queremos comenzar (siempre) desde nosotros mismos, renovándonos en el espíritu del evangelio. Es éste el camino que debemos recorrer para redefinir y afirmar nuestra identidad. Momento final para una profunda y compartida revisión, pero al mismo tiempo punto de partida de un proyecto unitario.
Me parece oportuno, subrayar los conceptos claves que forman una secuencia: CONTINUA REVISIÓN, RENOVACIÓN, NUEVA IDENTIDAD, NUEVO PROYECTO ( de la custodia), por lo tanto partiendo de la necesidad de “continua revisión” de nuestro carisma y refiriéndome propiamente al documento MR me parece importante compartir el sentido de cada uno de estos términos.


(Revisión) de una atención inteligente a las circunstancias…
Tener atención, disponernos para alguien/ o para alguna cosa, dirigir el espíritu…, todo esto significa, observar para ocuparnos y cuidar (del hermano y de la realidad). Pero la observación debe ser “inteligente” y debe tener también presente  las “circunstancias”.
Ésta es una actitud que mira al discernimiento de las circunstancias, que no descuida nada. Una revisión atenta de nuestro carisma nos exige un ejercicio humano y espiritual, requiere una nueva disposición interior, una formación para afrontar una serie de cambios, a través de etapas, modalidades y agentes…

(Revisión) de la visión cautelosa dirigida a los signos de los tiempos…
¿Cuál es la idea que tenemos del mundo, de los hechos, de las circunstancias que caracterizan nuestro tiempo y nuestra realidad? La idea determina el cuadro ideal de referencia para el próximo cuatrienio.
Los signos de los tiempos, a través de la atención inteligente, nos deben orientar en la definición del Cuadro Ideal, pero todo esto debe acontecer cautelosamente, con discernimiento de todo aquello que es Verdadero Bien, de aquello que representa la voluntad de Dios. Nuestro carisma nos orienta a reparar la casa de Nuestro Señor Jesucristo, su Iglesia, a poner las manos en las “ruinas” de las personas, de la comunidad y de la Custodia.

(Revisión) de la audacia en las iniciativas…
Como Francisco, arder en amor por Dios y por el prójimo, estar dispuesto a abandonar el hombre viejo que está en nosotros, arriesgarnos hasta perder nuestra propia vida por amor… ¿Cuánto estamos dispuestos a meternos en esta aventura? ¿Cuánto estamos dispuestos a renovarnos para conseguir nuestra misión, que nace de una renovada visión? Salir de nosotros para regresar a nosotros. La revisión sobre quienes somos hoy, en todos los contextos (interno - externo) nos encontramos obligados a hacerla, dependiendo de qué preguntas queramos responder, esto nos conducirá a redefinir la visión que nos debe animar, la identidad que nos debe caracterizar, la renovación que nos debe sostener, el proyecto que deseamos realizar. Para que de este modo lleguemos a ser visibles, sal del mundo…
Este análisis nos lleva a escucharnos a cada uno de nosotros; a acoger con obediencia y disponibilidad, a poner la propia persona en disposición del proyecto de la custodia, renunciando a los proyectos personales y convergiendo en aquellos comunitarios. Las diversas circunstancias, personales y no personales, parecen no favorecer un proyecto pensado y ejecutado por todos, por el contrario parece un semi-proyecto.
No es, por tanto, compartible que una baja de entusiasmo y algunos “No” puedan condicionar el futuro de la realidad custodial. Para ser agentes creativos del cambio es por tanto indispensable profundizar los temas de la realidad custodial, de la fraternidad, de la oración, de la pobreza, de la santidad, sin dejar a un lado, las problemáticas relativas a la comunidad y a la formación. Se hace necesario tener en cuenta una más fuerte inversión sobre la Pastoral Juvenil y vocacional.

Lo que hoy, en apertura del 3er Capitulo ordinario Custodial, les pido es la disposición interior, sobre todo de la incongruencia existente entre el mensaje evangélico-franciscano y nuestro modo de actuar… Se trata de tomar conciencia para elaborar un paso a una nueva fase de creatividad evangélica y pastoral.
A través de la unidad de intentos, la participación personal, teniendo presente la renovación espiritual en Cristo comenzando desde nosotros mismos, porque para poder ser lo que hoy no somos debemos pasar a través del desapego personal, moviéndonos en espíritu de fe creativa.
No podemos continuar escondiéndonos detrás de justificaciones. Capítulos, documentos de renovación y actividades experimentales no son las únicas realidades que  nos vivifican. Tenemos la necesidad de gastarnos más, de ponernos más en acción y arriesgarnos todos y cada uno: la parálisis o la renovación es responsabilidad de todos.

Tener un proyecto, compartido por todos partiendo desde nuestra raíz significa ser especialistas del “volver a empezar”:
a.-Abandonar el individualismo, la vida no orientada hacia la comunidad, las esperas de cambios procedentes de la alta jerarquía o del externo.
b.-Individuar objetivos claros y realizables en los diversos ámbitos para desterrar la falta de orientación.
c.-Programar las acciones, para evitar la confusión y las incertezas
d.-Buscar nuevos métodos  y estrategias para ser más incisivos, mas presentes.
Todo esto en la perspectiva que la Custodia, en el conjunto de sus comunidades, como también por parte de cada fraile, en el ámbito de la fraternidad y personalmente puedan llegar a ser siempre más sal de la tierra venezolana a la luz del contexto social, cultural y religioso.
Llegar a ser una “Orden expresiva” como conventuales, mostrar nuestra identidad, nuestras características.
El Seráfico Padre San Francisco y nuestros santos puglieses intercedan por nuestra vida y por los trabajos capitulares. El Señor les de Paz
Fray Michelle Pellegrini
Ministro Provincial